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Il potere delle infografiche!

Quante volte oggi vediamo infografiche usate per rappresentare un insieme di dati, i risultati di una ricerca o la spiegazione di un processo? Ormai molto spesso! I dati infatti dimostrano che le infografiche attraggono maggiormente il lettore, sono auto esplicative e più convincenti; sono poi  più facili da ricordare e favoriscono la condivisione sui social network. Per questo sono uno strumento gettonato, soprattutto dalle aziende, anche quelle del settore sanitario!

Ma procediamo con ordine…

Un po' di storia

tavolette di argilla“L’acqua può diventare anche una buona bevanda, se mescolata con malto e luppolo!  ” recita un proverbio tedesco. La birra è una delle bevande più amate e diffuse in tutto il mondo e la sua storia ha avuto inizio molti anni fa: il ritrovamento archeologico più antico che attesta la produzione di birra è avvenuto in Mesopotamia e risale all’epoca predinastica sumera, 4000 anni a. C. circa. Si tratta di tavolette di argilla rinvenute dall’archeologo francese Blau, da cui deriva il nome “Monumento Blau”, vicino al fiume Eufrate e conservate al British Museum di Londra. Dall’esame di altre tavolette di argilla sumere risalenti allo stesso periodo, si deduce come venisse preparata la birra in quell’epoca.

Queste tavolette, così come altri reperti archeologici che risalgono fino al 50.000 a.C., sono stati strumenti di comunicazione che gli antichi utilizzavano per registrare le informazioni in un periodo storico in cui la scrittura, per come la intendiamo noi oggi, non era ancora nata.

Se questi reperti archeologici sono arrivati fino ad oggi e riescono ancora a comunicare qualcosa significa che gli antichi hanno trovato la chiave per farsi capire tanto che immagini e simboli sono molto usati tuttora. Ma come mai si sfruttano così tanto questi strumenti? John Medina, in “Brain Rules”, scrive: “Vision trumps all other senses. We learn and remember best through pictures, not through written or spoken words.” Immaginiamo di dover leggere un testo scritto che racconti la prima Guerra mondiale o che spieghi come avviene la sintesi delle proteine nel nostro organismo: sarebbe una lettura complessa e, ai non esperti, lascerebbe probabilmente poco. E se invece lo stesso argomento fosse raccontato attraverso immagini in sequenza? Come scrive John Medina, la vista vince su tutti gli altri sensi. È per questo che le infografiche e i data visualizations sono così utilizzati quotidianamente. Ma cosa sono le infografiche?

Le infografiche

Siamo circondati da flussi di informazioni e dati, rappresentati nei modi più svariati: grafici, mappe, icone, barre di progressione, simboli o diagrammi. Quando, però, si parla di infografiche? Spesso delle rappresentazioni di dati vengono chiamate infografiche impropriamente: le prime si riferiscono a una riproduzione grafica di valori numerici; le seconde, invece, sono disegni grafici che comprendono data visualization, illustrazioni, testi e immagini: un insieme di elementi che raccontano una storia.

Ad oggi, poi, le infografiche sono diventate più simili ad articoli e discorsi, piuttosto che grafici. Il loro scopo è infatti assimilabile a quello del public speaking che prevede il raggiungimento di tre obiettivi: informare, intrattenere e persuadere il pubblico. Hanno un’introduzione che attira l’attenzione del lettore, in modo da convincerlo ad andare avanti nella lettura, e una conclusione e call to action che lo spinga a fare una determinata azione.

Esistono diverse tipologie di infografiche:
  • Infografiche statiche: sono le più semplici e più comuni, vengono salvate come immagini per essere distribuite facilmente online ed essere stampate. Tra queste:
    • Infografiche zoomabili: sono infografiche che hanno molti dettagli visibili solo zoomando sull’immagine.
    • Infografiche cliccabili: si tratta di infografiche  in cui è presente un link HTML, in questo modo si possono omettere informazioni superflue e “ingombranti”.
  • Infografiche animate: sono caratterizzate da movimenti o cambi di disegno come una barra che cresce su un grafico, il cambio di colore o un personaggio che si muove.
  • Infografiche con Video
  • Infografiche interattive: sono disegni che danno al lettore un certo controllo sui dati. Sono famose perché catturano l’attenzione in maniera molto più incisiva rispetto alle altre tipologie.
Sebbene inizialmente le infografiche fossero pensate “su carta”, l’era di Internet ha dato loro un importante ruolo anche online. Ad oggi, infatti, internet è utilizzato quotidianamente dalle persone come risorsa primaria per reperire news e informazioni. Parallelamente a questo, l’uso di foto, illustrazioni e grafici ha sempre favorito la lettura, anche quando si trattava di storie cartacee. Questo fenomeno è molto più accentuato online e le infografiche hanno un potere anche maggiore rispetto alle semplici immagini.

Tipi di infografiche online

  • Infografiche informative: sono le più presenti online e le più apprezzate dai lettori che sono più propensi a leggere e condividere informazioni di valore piuttosto che messaggi pubblicitari.
  • Infografiche persuasive: questo tipo di infografiche sono completamente diverse dalle precedenti. Hanno infatti l’obiettivo di portare i lettori a una chiara Call to Action. A differenza delle infografiche informative, queste  hanno un design che fa capire al lettore l’intento dell’azienda, per questo motivo spesso l’utente è più scettico leggendole.
  • Spiegazioni grafiche: ci sono delle infografiche che non hanno lo scopo di mostrare statistiche, numeri o dati ma vogliono trasmettere un’idea, un processo o un concetto al pubblico. Queste rappresentazioni grafiche usano illustrazioni, diagrammi, e icone per spiegare i loro argomenti al pubblico.
  • Infografiche pubblicitarie: si tratta di un tipo di infografiche persuasive, quindi hanno lo scopo di convincere l’utente a compiere una certa azione. In questo caso, la Call to Action vuole generalmente convincere all’acquisto di prodotti o servizi specifici.
  • Infografiche per PR: simili alle infografiche pubblicitarie, le aziende usano questo strumento per le pubbliche relazioni (PR) attraverso i comunicati stampa. A differenza però delle infografiche pubblicitarie, queste non hanno lo scopo di vendere un servizio o un prodotto ma di creare riconoscibilità di prodotto e di brand.

Perche' le infografiche funzionano?

È ormai evidente che esistono numerose tipologie e stili di infografiche e che, a seconda della necessità, possono essere utilizzate per divulgare informazioni, vendere un prodotto o un servizio, raccontare un’idea, ecc. Ma perché le infografiche hanno questo successo?

Per dare una risposta a questa domanda bisogna prima essere a conoscenza di alcuni dati:
  • La condivisione delle informazioni attraverso immagini, grafici, ecc è aumentata del 400% in letteratura (dal 1990), del 9900% su internet (dal 2007) e del 142% sui giornali (tra il 1985 e il 1994).
  • Il nostro cervello è “programmato per visualizzare”: quasi il 50% del cervello è coinvolto in elaborazioni visive, il 70% dei recettori sensoriali si trovano negli occhi e siamo in grado di carpire il senso di una scena visiva in meno di 1/10 di secondo.
  • Ci mettiamo solo 150 ms per elaborare un simbolo + 100 ms a dargli un significato
  • Siamo sovraccaricati di informazioni: al giorno d’oggi riceviamo il quintuplo delle informazioni che ricevevamo nel 1986; in una giornata media utilizziamo 34 gigabyte o 100.500 parole di informazioni (fuori dal posto di lavoro); in media un utente legge solo il 28% delle parole durante una visita su un sito web.
Ecco, ora, i 6 motivi per cui le infografiche funzionano:
  1. Attraggono il lettore: si è già parlato di quanto i contenuti visivi, soprattutto con immagini, siano più attrattivi rispetto ai contenuti testuali. Le infografiche, in particolare, sono perfette per attrarre l’attenzione del lettore, grazie all’intreccio di immagini, testi, grafici, ecc. A favorire questa tesi, alcuni ricercatori hanno scoperto che le immagini colorate aumentano l’interesse alla lettura dell’80%.
  2. Sono auto esplicative: utilizzando un’infografica per rappresentare, per esempio, dei dati, non servono grosse spiegazioni delle informazioni che si stanno fornendo perché l’infografica è già di per sé esplicativa. Uno studio condotto da Buffer (piattaforma per il social media) ha testato due posts su facebook, uno con un’inforgrafica, l’altro con solo un’immagine: entrambi hanno catturato l’attenzione degli utenti per la presenza dell’immagine, ma l’infografica ha ricevuto 78 likes e 20 commenti, l’immagine 11 likes e 3 commenti. Uno studio sulla comprensione dei foglietti illustrativi dei medicinali ha invece dimostrato che il 70% dei consumatori capisce il contenuto del foglietto illustrativo testuale; questo valore sale fino al 95% se al contenuto testuale sono affiancate delle immagini. Inoltre chi segue indicazioni con testo e illustrazioni ottiene risultati del 323% migliori rispetto alle indicazioni senza illustrazioni.  
  3. Sono più convincenti: uno studio condotto dalla Wharton School of Business ha scoperto che il 50% del pubblico analizzato è stato convinto da una presentazione meramente verbale, ma questo dato sale fino al 67% quando la presentazione verbale è accompagnata da immagini.
  4. Sono più facili da ricordare: noi, infatti, ricordiamo il 10% di quello che sentiamo, il 20% di quello che leggiamo e l’80% di quello che vediamo e facciamo.
  5. Favoriscono la condivisione sui social network: è stato provato che le persone amano condividere immagini sui social network e, molto di più, le infografiche. Kissmetrics ha condotto un’indagine secondo cui le foto ottengono il 53% in più di likes, il 104% in più di commenti e l’84% in più di click-throughs su facebook rispetto alla media dei post.
  6. Sono facili da creare: sono infatti molti i siti su cui è possibile creare infografiche, anche per chi non è esperto del settore.

Infografiche in Sanita'

Ma veniamo ora al mondo che più ci appartiene, quello sanitario. Abbiamo ormai capito che le infografiche hanno un potenziale enorme e permettono di comunicare in maniera più efficiente. E in un settore come quello sanitario, dove alcune tematiche sono particolarmente ostiche e difficili da capire, utilizzare uno strumento simile può dare grandi vantaggi.

Facciamo un esempio: Quanti sono stati i casi di morbillo in Italia nel 2017?

Spiegazione testuale - Partiamo dal dato del 2016, anno in cui sono stati registrati 865 casi di morbillo. Nel 2017 il valore è quadruplicato: 3.501 casi e 2 decessi. Le regioni in cui la malattia si è presentata con maggiore frequenza sono il Lazio (1.155 casi), il Piemonte (599 casi) e la Lombardia (551 casi). In Valle D’Aosta e in Molise 0. Chi ha contratto la malattia sono soprattutto persone nella fascia di età fra i 15 e i 39 anni (il 56% dei malati). L’89% delle persone con morbillo non era vaccinato e il 41% è stato ricoverato. Le maggiori complicanze: diarrea (21,9% dei casi) e stomatite (18,5% dei casi).

È chiaro, i dati sono spiegati bene ma quanto di questo ci rimane? Probabilmente dovremmo rileggere il paragrafo per focalizzare alcuni aspetti. E se invece tutto questo fosse rappresentato con un’infografica?

Infografica morbillo in Italia 2017

Molto più chiaro, immediato e soprattutto autoesplicativo!



 

Fonti:

Cool Infographics –Randy Krum

http://www.kamun.it/kamun/storia-delle-birre/la-birra-nellantichita/
http://www.lacomunicazione.it/voce/storia-della-comunicazione/
https://socialmediawithpb.com/why-infographics-work-in-content-marketing/
Google Ngram Viewer
Google Trends
https://blog.kissmetrics.com/more-likes-on-facebook/?wide=1

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/infografica/morbillo-i-dati-dell-istituto-superiore-di-sanita-sui-casi-nel-2017_1000816-2017.shtml

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Wharton School of Business. ‘Effectiveness of Visual Language’
Lester, P. M. (2006). Syntactic Theory of Visual Communication.

Autore:

Marta Latini

Marta Latini

Marta Latini è social media manager presso PKE srl, società nata per gestire i data base delle professioni sanitarie e la creazione di comunità profilate sulla rete Internet; laureata in biotecnologie farmaceutiche presso l’università degli Studi di Milano, ha implementato le sue conoscenze frequentando il master in management del settore Sanità Pharma e Biomed presso 24orebusiness school

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